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Informazioni ambientali - fattori inquinanti - stato dell’ambiente

QUALITÁ DELL'ARIA


INFORMAZIONI GENERALI

STATO DELLA QUALITÁ DELL’ARIA RIFERITA AL COMUNE DI ORBASSANO (estratto da progetto preliminare nuovo Piano Regolatore).
La DGR 11/11/2002 n. 14-7623 e la DGR 28/6/2004 n. 19-12878 suddividono il territorio piemontese in tre zone: 1 – 2 – 3.

Orbassano è in zona 1 (quella più critica) in quanto per un solo inquinante (NO2) sono stati rilevati valori superiori al limite aumentato del margine di tolleranza.

Rete di monitoraggio della qualità dell’aria nella provincia di Torino: 28 postazioni fisse (pubbliche) e 11 (private).

Orbassano ha una postazione fissa presso il centro sportivo di via Gozzano per il rilievo di:
Ozono, Ossidi di azoto, velocità e direzione vento, radiazione solare. Il CO è rilevato a Nichelino.

BIOSSIDO DI AZOTO. Tra gli inquinanti atmosferici è il più pericoloso per la salute umana (irritante per le mucose e responsabile di patologie a carico dell’apparato respiratorio). Viene prodotto in tutti i processi di combustione in presenza di aria. In presenza di forte irraggiamento innesta una serie di reazioni fotochimiche che portano alla formazione di sostanze inquinanti (smog fotochimico). Contribuisce alla formazione delle piogge acide e favorisce l’accumulo di nitrati sul suolo.

Il valore limite per la protezione della salute umana, come media annuale non deve superare per legge i 40 microgrammi/m3. Nel 2008 e 2009 la centralina non ha rilevato superamenti di tale valore limite (37 superamenti nel 2008 e 39 nel 2009).

Il valore limite per la protezione della salute umana come media oraria non deve per legge superare i 200 microgrammi/mc. Vi è stato un solo superamento nel 2008, mentre nel 2009 non vi sono stati superamenti (Nichelino lo ha superato ben 108 volte).

OZONO – Si forma all’interno del ciclo delle reazioni fotochimiche che coinvolgono gli ossidi di azoto. Causa irritazioni alla gola alle vie respiratorie e bruciore agli occhi. Elevate concentrazioni alterano le funzioni respiratorie. Produce danni alla vegetazione.

Negli ultimi anni la soglia di informazione (valore limite di 180 microgrammi/ mc. come media oraria) segnala il livello oltre il quale vi è rischio per la salute umana. Detta soglia è stata superata in maniera decisamente inferiore rispetto al passato ( 0 nel 2008 e 2 nel 2009). Nel 2007 i superamenti erano stati 54 mentre nel 1998 184. La soglia di allarme non è mai stata superata. Non viene però conseguito il valore bersaglio. Infatti la media degli ultimi tre anni (2007 – 2008 – 2009) dei giorni di superamento è di 62 giorni (i giorni di superamento consentiti sono 25).

PM10 – L’inquinamento da PM10 così come da NO2 risulta diffuso in modo sostanzialmente omogeneo sul territorio della pianura padana con punte di massima e rilevante criticità all’interno dei maggiori centri urbani e con valori più contenuti nelle aree periferiche.

» Relazione della I campagna della qualità dell'aria effettuata presso area mercato (06 novembre - 20 novembre 2017) [pdf | 1.7MB]

» La seconda campagna di monitoraggio avrà inizio il 12/03/2018 e finirà il 11/04/2018

DATI DELLA QUALITÁ DELL'ARIA

Con la collaborazione di Città Metropolitana e di ARPA Piemonte sono stati elaborati i dati della qualità dell'aria misurati dalla rete di monitoraggio nel 2017.
I risultati sono raccolti in una breve pubblicazione, disponibile su:

http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/ambiente/qualita-aria/dati-qualita-aria/relazioni-annuali
http://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/territorio/torino/aria/Pubblicazioni

Arpa Piemonte e Città metropolitana di Torino hanno realizzato l'anteprima del rapporto annuale sulla qualità dell'aria. Il documento contiene un'analisi sintetica sia delle misure prodotte dalle 21 stazioni di monitoraggio installate sul territorio metropolitano - le quali nel loro complesso producono poco meno di 900.000 dati all'anno - sia dei principali parametri meteorologi che influenzano l'inquinamento atmosferico.

Come accade ormai da molti anni sette dei dodici inquinanti presi in considerazione dalla normativa (monossido di carbonio, biossido di zolfo, benzene, piombo, arsenico, cadmio e nichel) rispettano ampiamente i valori di riferimento su tutto il territorio metropolitano, mentre i restanti cinque (PM10, PM2.5, biossido di azoto, ozono e benzo(a)pirene) presentano ancora importanti criticità, peraltro comuni a tutta la pianura padana.

Nel complesso le condizioni di inquinamento atmosferico del 2017 sono risultate peggiori rispetto all'anno precedente, principalmente a causa di condizioni meteorologiche meno favorevoli alla dispersione degli inquinanti. In particolare la quantità di pioggia caduta nel 2017 è stata circa la metà della media 2007-2016 e ognuno dei singoli mesi ha presentato una piovosità minore di quella media dell'ultimo decennio. L'andamento di lungo periodo mostra invece anche per gli inquinanti più critici (con la sola eccezione dell'ozono) un netto miglioramento; negli ultimi anni sembra però emergere un rallentamento della tendenza alla diminuzione delle concentrazioni, in particolare per PM10 e biossido di azoto.

Anche nel 2017 l'inquinante in assoluto più critico - in termini sia di diffusione territoriale che di trend storico - si conferma essere l'ozono: le concentrazioni di questo inquinante si mantengono sostanzialmente costanti nel lungo periodo e durante i mesi estivi - quelli in cui l'ozono raggiunge i valori più alti - il valore obbiettivo per la protezione della salute è superato su tutto il territorio metropolitano.

Per quanto riguarda le polveri PM10 il valore limite giornaliero è rispettato solo nelle stazioni collinari e montane (4 su un totale di 18); la situazione è invece migliore per il valore limite annuale, che è rispettato in 13 stazioni su 18.
Il particolato PM2.5 ha superato nel 2017 il valore limite annuale in 7 punti di misura su un totale di 9, mentre l'analogo limite per il biossido d'azoto è stato superato in 5 stazioni su 19.
Il benzo(a)pirene conferma la criticità rilevata da alcuni anni a questa parte: il valore obiettivo - che sino al 2012 era rispettato su tutto il territorio metropolitano - anche nel 2017 è stato superato in 3 stazioni su 14. Come già sottolineato negli scorsi anni si tratta di una problematica correlata principalmente all'incremento dell'uso di biomassa legnosa per il riscaldamento domestico. Il 2018 si è aperto in modo più favorevole rispetto al 2017, in particolare la percentuale di giornate di superamento del valore limite di PM10 è risultata nei primi quaranta giorni inferiore a quella del corrispondente periodo dei due anni precedenti. Va però ricordato che il mese di gennaio sia nel 2016 che nel 2017 era stato caratterizzato da condizioni meteorologiche mediamente critiche per la qualità dell'aria, in particolare da scarsa piovosità.

» ADESIONE AL PATTO DEI SINDACI (COVENANT OF MAYORS) – APPROVAZIONE PIANO D’AZIONE PER L’ENERGIA SOSTENIBILE (P.A.E.S.) [pdf | 98KB]

» TRM termovalorizzatore del Gerbido [pdf | 101KB]

ENERGIA PRODOTTA DAL TERMOVALORIZZATORE
Il contatore mostra il valore dell’energia elettrica immessa in rete dall’avvio dell’impianto ad oggi. http://trm.to.it/energia/

EMISSIONI:
è possibile visualizzare i valori emissivi, espressi come media giornaliera, dei parametri monitorati in continuo negli ultimi 7 giorni: Carbonio organico totale (TOC), Monossido di carbonio (CO), Ossidi di azoto (NOx), Ossidi di zolfo (SO2), Acido Fluoridrico (HF), Acido Cloridrico (HCl), Polveri totali e Ammoniaca (NH3). http://trm.to.it/emissioni/

Protocollo Antismog

Il protocollo antismog è messo a punto da Arpa e Regione Piemonte a partire dal 2 novembre.
Il direttore generale di Arpa Piemonte sottolinea che, a supporto del protocollo antismog, Arpa produrrà giornalmente una tabella (report giornaliero) per rappresentare sinteticamente lo stato di qualità dell'aria nei comuni con più di 15.000 abitanti relativamente al PM10: in particolare saranno riportati i dati degli ultimi 7 giorni osservati nelle stazioni della rete di monitoraggio dotate di un misuratore automatico di PM10 e i dati previsti del giorno in corso e dei due successivi. A partire da questa tabella verrà prodotto il "cruscotto" regionale per ciascun comune (Il 'cruscotto' per l'attuazione delle misure antismog è disponibile sull Sito della Regione Piemonte), con evidenza immediata del raggiungimento delle soglie a cui sono correlate le diverse misure proposte. Misure di attuazione

Miglioramento della qualità dell'aria - Limitazione della circolazione veicolare a partire dal 1° ottobre 2018




» Ordinanza 08/2019 Piano d'intervento operativo contenente misure per il migloramento della qualità dell'aria da adottarsi a partire dal 15 ottobre 2018. Limitazione della circolazione veicolare e aggiornamento delle misure temporanee omogenee da adottarsi in caso di situazioni di perdurante accumulo degli inquinanti - Modifica ordinanza n. 156 del 10 ottobre 2018 [pdf | 307kB]

» Planimetria allegata all'ordinanza n. 08/2019 [pdf | 3MB]

» Ordinanza 159/2018: Piano d'intervento operativo contenente misure per il miglioramento della qualità dell'aria da adottarsi a partire dal 15 ottobre 2018. Limitazione della circolazione veicolare e aggiornamento delle misure temporanee omogenee da adottaarsi in caso di situazioni di perdurante accumulo degli inquinanti - Modifica ordinanza n. 156 del 10 ottobre 2018 [pdf | 865kB]

» Ordinanza 156/2018: Piano d'intervento operativo contenente misuro per il migloramento della qualità dell'aria da adottarsi a partire dal 15 ottobre 2018. Limitazione della circolazione veicolare e aggiornamento delle misure temporanee omogenee da adottarsi in caso di situazioni di perdurante accumulo degli inquinanti [pdf | 5.43MB]

» Allegato n.1 a ordinanza n. 156/2018 : schema riassuntivo delle limitazioni alla circolazione veicolare [pdf | 1MB]
» Planimetria [pdf | 2MB]

L’indicazione del livello di allerta (colore del livello) è comunicata sui seguenti siti internet:

» sulla home page del sito internet della Regione Piemonte ( http://www.regione.piemonte.it )
» sul sito di ARPA Piemonte (http://www.arpa.piemonte.gov.it/ )


» Mappa dei Comuni interessati dal blocco del traffico

La mappa individua:
  • - i limiti comunali dei 33 comuni interessati
  • - le zone soggette a limitazione del traffico
  • - le strade esentate dalle limitazioni
  • - i posteggi di attestamento individuati dai comuni
La mappa è navigabile e interrogabile.
Sono selezionabili 3 sfondi (BDTRE 2018 - Regione Piemonte, Ortofoto 2010 - Regione Piemonte e OpenStreetMap) ed è possibile decidere quali informazioni visualizzzare (icona in alto a destra).
Cliccando sui territori dei singoli comuni si apre un fumetto con un link alla pagina internet dell'amministrazione comunale dove è scaricabile l'ordinanza.
Cliccando sui posteggi appare il nome del posteggio quando disponibile.
É inoltre possibile effettuare una ricerca per indirizzo (in basso a sinistra).


VAS (valutazione ambientale strategica)

La Valutazione Ambientale Strategica (VAS) è un processo finalizzato ad integrare considerazioni di natura ambientale nei piani e nei programmi di sviluppo, per migliorare la qualità decisionale complessiva. In particolare l'obiettivo principale della VAS è valutare gli effetti ambientali dei piani o dei programmi, prima della loro approvazione (ex ante), durante ed al termine del loro periodo di validità (in-itinere, ex post). Ciò serve soprattutto a sopperire alle mancanze di altre procedure parziali di valutazione ambientale, introducendo l'esame degli aspetti ambientali già nella fase strategica che precede la progettazione e la realizzazione delle opere. Altri obiettivi della VAS riguardano sia il miglioramento delle informazioni fornite alle persone sia la promozione della partecipazione pubblica nei processi di pianificazione-programmazione.

La VAS è regolata dalle seguenti leggi e delibera di G.R.:

- D.Lgs. 152/06 Norme in materia ambientale.
http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/06152dl.htm

- Legge Regione Piemonte n. 56/77.
http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/base/coord/c1977056.html

- Legge Regione Piemonte n.1/07
http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2007/05/suppo2/00000021.htm

- Legge Regione Piemonte n. 3/2013
http://www.regione.piemonte.it/territorio/urbanistica/dwd/legge3_2013.pdf

- Deliberazione di G.R. 29 febbraio 2016, n. 25-2977 n.1/07
http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2016/10/attach/dgr_02977_930_29022016.pdf

- Piano di recupero di libera iniziativa, fabbricati di civile abitazione in via Cavour n. 23 – AREA PRGC 8.14.2” in immobile con destinazione residenziale (Fg. 22 – Particelle 655-656-657-658-659-893-262-2P64). Verifica di Assoggettabilità a VAS (Valutazione Ambientale Strategica)

- Intervento di Rigenerazione Urbana su area compresa tra str. Rivalta e str. Del Gerbido (Fg. 26, mappali 106, 1235, 1236, 1237)

- Nuovo piano regolatore generale comunale - Variante generale - Sintesi non tecnica [pdf | 18,2MB]

ACQUA

SMAT mette a disposizione dell'utenza i dati di rilevamento ai punti di prelievo delle acque potabili. E' possibile visualizzare la tabella aggiornata con i dati relativi a comuni serviti e punti di prelievo.

Scarichi di reflui in fognatura comunale (acque bianche meteoriche) o consortile (acque nere)

Il Comune di Orbassano dispone di una estesa rete fognaria per la raccolta delle acque reflue, che interessa buona parte del proprio territorio. Questa va ad innestarsi nella rete SMAT (Soc. Metropolitana Acque Torino) che, dopo aver attraversato diversi comuni della cintura torinese (tra cui anche il Comune di Torino) recapita i le acque nere nel depuratore di Castiglione Torinese.

A) Richiesta autorizzazione allo scarico acque nere
La domanda deve essere presentata a SICEA utilizzando il modello allegato

B) Richiesta autorizzazione scarico acque bianche meteoriche, scavo su area pubblica e occupazione suolo pubblico
La domanda deve essere presentata al Comune utilizzando il modello allegato [pdf | 68KB]

Norme tecniche da osservare per l'allaccio in fognatura bianca per la raccolta delle acque meteoriche

Scarichi reflui in recettore diverso dalla pubblica fognatura

I proprietari degli immobili posti ad una distanza superiore a mt. 100 dalla pubblica fognatura non hanno l'obbligo di allacciamento alla rete fognaria. Devono provvedere alla realizzazione di un sistema autonomo di depurazione delle acque (es. fossa IMOHFF). In tal caso la domanda deve essere presentata al Comune (sportello unico per il cittadino) utilizzando il modello allegato di domanda per il rilascio di autorizzazione allo scarico di reflui domestici in acque superficiali, sul suolo e negli strati superciali del sottosuolo
- Indicazioni presentazione domanda per scarichi in ricettore diverso da fognatura
- Atto notorio in formato pdf
- Atto notorio in formato doc

Altri allegati:

- Cauzione scavi - zone [pdf | 11,5KB]
- Importi delle cauzioni [pdf | 6,07KB]
- Modello domanda inizio lavori [doc | 58,5KB]
- Modello domanda fine lavori [doc | 58,5KB]


SUOLO

I.P.L.A - SERVIZIO DEI SUOLI DELLA REGIONE PIEMONTE
L’I.P.L.A. si pone al servizio del territorio degli Enti Azionisti operando nei settori della ricerca applicata, della sperimentazione, dell’assistenza tecnica al governo del territorio, della gestione, della consulenza, della formazione professionale e della realizzazione di piani, progetti, inventari e di attività di monitoraggio.
L’Istituto opera nei seguenti ambiti:
  • filiera legno, biomasse, energie rinnovabili
  • gestioni agro-silvo-pastorali e ambientali
  • paesaggio, foreste e tutela della biodiversità
  • paesaggio, foreste e tutela della biodiversità
A supporto dei progetti territoriali, inoltre, l'Istituto si occupa dello sviluppo di prodotti informatici e cartografici, di attività di telerilevamento, di realizzazione banche dati e della realizzazione grafica di prodotti editoriali.

http://www.ipla.org/

IL CONSUMO DI SUOLO
La strategia tematica emanata dalla Comunità Europea per la protezione del suolo indica le principali minacce che incombono sui nostri terreni.
Tra queste, non vi è dubbio che l'impermeabilizzazione (la cementificazione) è una di quelle che maggiormente grava sulla realtà italiana: una riduzione della superficie disponibile per l'agricoltura, i pascoli e le foreste conduce infatti inevitabilmente ad una diminuzione della capacità di infiltrazione delle acque, con il progressivo ridursi della ricarica delle falde idriche. Tale riduzione impedisce o limita le principali funzioni ecologiche del suolo: stoccaggio di carbonio, capacità di filtraggio degli inquinanti, spazi di vita per i numerosi organismi che vi abitano. A tutto questo si aggiunge una graduale perdita di superficie per le produzioni agrarie, con una contemporanea diminuzione delle capacità produttive dell'intero comparto.

LA SITUAZIONE IN PIEMONTE
http://www.regione.piemonte.it/agri/area_tecnico_scientifica/suoli/documentazione/consumoSuolo.htm

SITI NATURALI

I PARCHI DEL PIEMONTE

La Regione Piemonte ha riconosciuto dal 1975 l'importanza dell'ambiente naturale in quanto valore universale attuale e per le generazioni future e recentemente, con il Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità ha ridefinito le modalità per la conservazione della biodiversità e per la gestione dei territori facenti parte della rete ecologica regionale.
Sono state istituite con legge regionale 94 Aree protette (tra le quali il Parco Stupinigi per una superficie complessiva di 137.332  ettari gestiti da 14 Enti strumentali e da enti locali.
Oltre alle Aree protette regionali, la regione Piemonte conta due Parchi Nazionali: il Gran Paradiso ­ istituito nel 1922 e la Val Grande ­ istituito nel 1992 che interessano complessivamente una superficie di 48.500 ettari.
Tra le Aree tutelate, particolare importanza riveste il Sistema della Fascia fluviale di Po istituito nel 1990, che interessa tutto il tratto piemontese del Fiume lungo 235 km su una superficie di 35.515 ettari.
Del Sistema regionale delle Aree protette sono parte integrante sette "Sacri Monti" piemontesi (Crea, Varallo, Orta, Ghiffa, Belmonte, Domodossola e Oropa) inseriti nel 2003 nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.

PARCO FLUVIALE I. GIUSTI DI ORBASSANO

Il Parco Fluviale del Sangone intitolato ad Ilenia Giusti, costituisce, insieme a quello del Po, della Dora e della Stura, parte di un vasto piano di riqualificazione dei corsi d'acqua che interessano la città di Torino e la sua provincia. Ogni comune, fra quelli interessati dal progetto di riqualificazione (Bruino, Orbassano, Rivalta, Beinasco, Nichelino e Torino), ha avviato un piano di interventi nell'area di sua competenza. L'area orbassanese del progetto del parco è di proprietà pubblica e si estende per circa 8 ettari di superficie lungo la sponda destra del torrente Sangone, nel tratto compreso tra il ponte al confine con il comune di Rivalta T.se e l'area dell'impianto del tiro a volo nel comune di Orbassano.
Gli interventi realizzati sin dal 1994 sono stati principalmente di:
  • - difesa spondale e rimozione degli orti urbani;
  • - risistemazione del terreno;
  • - messa a dimora di specie arboree e arbustive;
  • - ripristino di percorsi pedonali di attraversamento;
  • - realizzazione di un'area umida.
Nell’anno 2014 è stato oggetto di bonifica e ripristino ambientale.

» Approvazione progetto di bonifica D.G.C. n. 123 del 25/06/2013 [pdf | 121KB]
» Costituzione di capping permeabile D.D. n. 474 del 02/10/2014 [pdf | 133KB]
» Secondo intervento per la costituzione di capping permeabile D.D. n. 595 del 30/10/2015 [pdf | 101KB]

ZONE COSTIERE, MARINE E IGROTOPI

NON APPLICABILE

OGM

ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI (OGM) NEGLI ALIMENTI UMANI

In applicazione del “Piano nazionale di controllo ufficiale sulla presenza di Organismi geneticamente modificati negli alimenti – 2015-2018”, trasmesso con nota del Ministero della Salute prot. n. 46216-P del 16.12.2014, il Settore regionale Prevenzione e Veterinaria ha approvato il Piano regionale di controllo ufficiale sulla presenza degli OGM negli alimenti – anno 2016.
La stesura del Piano tiene conto delle indicazioni riportate nel Piano nazionale al fine della programmazione delle seguenti azioni:
  • - organizzazione delle ispezioni;
  • - indicazione dei laboratori deputati al controllo ufficiale;
  • - numerosità dei campioni;
  • - criteri seguiti per la ripartizione del numero dei campioni e della tipologia dei prodotti alimentari da sottoporre al controllo;
  • - modalità di campionamento adottate.
Per quanto non espressamente indicato si dovrà fare riferimento al Piano Nazionale.
Attività di controllo sul territorio.
I Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali (ASL) della Regione Piemonte, tramite i Servizi di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN), nei territori di rispettiva competenza, devono effettuare il controllo ufficiale regolato dal presente Piano.

ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI (OGM) NEGLI ALIMENTI ANIMALI

Nel mondo, la ricerca e l’innovazione genetica in agricoltura sono viste come una soluzione alle sfide globali del pianeta.
Dove gli Ogm sono utilizzati, aumentano i vantaggi per il settore e per la collettività. Sono infatti ormai 181 milioni gli ettari a transgenico nel mondo, con un aumento di 100 volte in meno di 20 anni.
Importante è sottolineare che in concomitanza con l’incremento delle superfici è diminuito l’utilizzo di agrofarmaci del 37%, sono aumentate le rese del 22% e il profitto degli agricoltori è cresciuto del 66%. (http://www.confagricolturapiemonte.it/1398/)
In Italia è vietata la coltivazione ai nostri imprenditori, mentre si importa moltissima materia prima transgenica, che viene in larga parte utilizzata per i mangimi animali.
Secondo una stima del Centro Studi di Confagricoltura, ormai il valore della soia e del mais importati in Italia assomma ad oltre 8 milioni di tonnellate, più di 20 mila ogni giorno, per un controvalore di 2 miliardi di euro.

PIANO NAZIONALE ALIMENTAZIONE ANIMALE

Obiettivo fondamentale del PNAA è quello di assicurare, in accordo a quanto già stabilito dal Regolamento (CE) n. 178/2002 e dal Regolamento (CE) n. 882/2004, un sistema ufficiale di controllo dei mangimi lungo l’intera filiera alimentare al fine di garantire un elevato livello di protezione della salute umana, animale e dell’ambiente.
Gli obiettivi rilevanti e prioritari per il triennio 2015-2017 consistono in:
  1. 1. creazione dell’anagrafe delle imprese del settore dei mangimi ai sensi del Regolamento (CE).
  2. 2. 183/2005 tramite il sistema SINVSA;
  3. 3. controllo ufficiale sull’applicazione delle restrizioni relative al divieto di utilizzo delle proteine animali trasformate (PAT) nell’alimentazione degli animali in virtù delle nuove disposizioni normative sui mangimi per l’acquacoltura;
  4. 4. controllo ufficiale dell’eventuale presenza di fenomeni di carry over da farmaci e additivi nei mangimi
  5. 5. controllo ufficiale delle Micotossine nell’alimentazione degli animali (aflatossina B1, ocratossina A, zearalenone, deossinivalenolo, fumonisine, tossine T-2 e HT-2),
  6. 6. controllo ufficiale dei Contaminanti Inorganici e Composti Azotati, Composti Organoclorurati, e Radionuclidi nell’alimentazione degli animali;
  7. 7. controllo ufficiale dell’eventuale presenza di additivi vietati e delle sostanze farmacologicamente attive nell’alimentazione animale
  8. 8. controllo ufficiale delle Diossine e PCB nell’alimentazione degli animali;
  9. 9. controllo ufficiale della contaminazione da Salmonella spp. nell’alimentazione degli animali
  10. 10. controllo ufficiale sulla presenza di OGM nei mangimi (comparto biologico e convenzionale);
  11. 11. orientamenti per la programmazione e relativa rendicontazione dei controlli sui mangimi di origine vegetale negli scambi intracomunitari.
Protocollo operativo in caso di non conformità dei campioni
I provvedimenti da adottare in caso di positività dei campioni analizzati, devono essere valutati caso per caso a seconda del tipo di irregolarità riscontrata e commisurati all’entità e/o alla gravità dell’episodio accertato. Nel caso di sospetto di rischio grave per la salute pubblica e per la sanità animale o per l’ambiente devono essere immediatamente messe in atto le procedure previste dal sistema di allerta rapido mangimi illustrate nelle “Linee Guida vincolanti per la gestione operativa del sistema di allerta per mangimi”, utilizzando gli allegati 6 e/o 7. I provvedimenti da adottare per le diverse tipologie di non conformità, in linea generale, prevedono che i prodotti risultati positivi, devono essere distrutti, o in alternativa, previa autorizzazione dell’Autorità competente, ritirati dal commercio per essere sottoposti a un trattamento in grado di neutralizzarne la nocività (ove possibile) a spese del detentore, o del roprietario. L’Autorità sanitaria, inoltre, previa un’analisi del rischio, può decidere di destinare tali mangimi a specie o categorie animali diverse, per le quali non siano in vigore gli stessi divieti, o ancora destinarli ad usi diversi dall’alimentazione animale.

Esiti dei controlli ufficiali
Gli esiti dei controlli ufficiali svolti annualmente, ai sensi del PNAA, sono riportati nel rapporto ufficiale consultabile sul sito www.salute.gov.it nell’area Alimenti e Sanità Animale seguendo il percorso negli approfondimenti Temi e professioni ? Animali ? Sanità Animale ? Mangimi ?PNAA, al seguente link:
http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_5.jsp?lingua=italiano&area=sanitaAnimale&menu=mangimi


RIFIUTI

Il Comune di Orbassano ha affidato al Consorzio Intercomunale Covar14, la raccolta e la gestione del ciclo dei rifiuti urbani. La qualità del servizio erogato risponde alle esigenze della popolazione sia per quanto riguarda la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati, che la raccolta dei rifiuti riciclabili. La percentuale di raccolta differenziata si aggira intorno per il 2018 al 61 %. Incidono in maniera significativa sulla qualità ambientale e sull’integrità del territorio, gli abbandoni dei rifiuti che si verificano regolarmente su tutto il territorio comunale ed in particolare nelle zone periferiche.

RACCOLTA RIFIUTI URBANI E ASSIMILATI

» Raccolta differenziata
» Dati aggiornati Covar
» Covar e archivio dati sulla raccolta rifiuti

RIFIUTI RADIOATTIVI E IL RISCHIO NUCLEARE

Nel territorio del Comune di Orbassano e Covar14 non sono presenti impianti di deposito di rifiuti radioattivi

Impianti nucleari piemontesi
In Piemonte le installazioni del ciclo del nucleare sono:
  • - la centrale elettronucleare E.Fermi a Trino - VC (SOGIN)
  • - il deposito Eurex a Saluggia - VC (ENEA - SOGIN)
  • - il deposito Avogadro a Saluggia - VC (Deposito Avogadro srl - FIAT)
La centrale E.Fermi, il deposito Eurex e la FN di Bosco Marengo sono affidate in gestione alla Sogin, che è la società di Stato incaricata della bonifica ambientale dei siti nucleari italiani, interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ed operante in base agli indirizzi strategici del Governo italiano. Il Deposito Avogadro è di proprietà della società Deposito Avogadro Srl.
Il rischio nucleare è legato alle attività nucleari condotte in Italia a partire dagli anni '60 fino agli anni '80. Infatti, nonostante l'esito referendario del novembre 1987 abbia prodotto la chiusura definitiva delle centrali nucleari italiane e la dismissione totale di tutte le installazioni nucleari italiane, un quantitativo non trascurabile di rifiuti radioattivi rimane tuttora immagazzinato nei siti stessi in cui tali rifiuti furono prodotti. È pertanto necessario provvedere alla disattivazione definitiva dei suddetti impianti e saper gestire con la massima sicurezza i rifiuti radioattivi.
In Piemonte sono presenti tutti gli impianti del ciclo del nucleare – la centrale nucleare “E.Fermi” di Trino (VC), l'impianto di riprocessamento del combustibile “Eurex” ed il deposito di combustibile irraggiato “Avogadro” di Saluggia (VC), lo stabilimento per la produzione del combustibile nucleare Fabbricazioni Nucleari di Bosco Marengo (AL). Il Piemonte possiede circa il 70% dei rifiuti radioattivi nazionali (in termini di “attività”) allo stato solido e liquido ed elementi di combustibile irraggiato.
La Regione assicura un'attività permanente di analisi, controllo e informazione sugli esiti residuali del nucleare sul territorio, sui trasporti nucleari e sull'impiego di sorgenti di radiazioni ionizzanti.

http://www.regione.piemonte.it/ambiente/simin/azioni_regionali.htm

ANAGRAFE DEI SITI CONTAMINATI

» Riepilogo siti inquinati sul territorio del Comune di Orbassano [pdf | 17KB]

Le Regioni, sulla base dei Criteri definiti dall’APAT (ora ISPRA) http://www.regione.piemonte.it/ambiente/bonifiche/dwd/apat.pdf[PDF | 584 KB], predispongono l'anagrafe dei siti oggetto di procedimento di bonifica, la quale deve contenere l'elenco dei siti sottoposti ad intervento di bonifica e ripristino ambientale nonché degli interventi realizzati nei siti medesimi.

http://www.regione.piemonte.it/ambiente/bonifiche/anagr.htm

CONTRIBUTI VERSATI AL COMUNE DI ORBASSANO DA AMBIENTHESIS (EX SADI-SERVIZI INDUSTRIALI) PER TRATTAMENTO E STOCCAGGIO RIFIUTI PRESSO LA PIATTAFORMA DI STR. GRUGLIASCO RIVALTA

» Contributi versati al comune di Orbassano da Ambienthesis [pdf | 66KB]

INQUINAMENTO ACUSTICO

  • Procedimenti relativi al contenimento dell'inquinamento acustico nei limiti previsti dalla legislazione vigente.
  • Applicazione del piano comunale di zonizzazione acustica in collaborazione con ufficio urbanistica e la polizia locale;
  • rilascio autorizzazioni in deroga alla legge sull'inquinamento acustico per cantieri rumorosi, spettacoli ecc.

FATTORI INCIDENTI SULL’AMBIENTE, ANALISI D’IMPATTO E MISURE A PROTEZIONE

Il comune di Orbassano, nei vari ambiti previsti per quanto riguarda le misure incidenti sull’ambiente a livello locale, applica e dà attuazione alle disposizioni legislative e regolamentari previste dalla normativa nazionale e regionale ed in particolare:

RELAZIONI SULL’ATTUAZIONE DELLA LEGISLAZIONE AMBIENTALE

Con riferimento a quanto indicato nei “FATTORI INCIDENTI SULL’AMBIENTE, ANALISI D’IMPATTO E RELATIVE MISURE A PROTEZIONE”, l’Ufficio Ambiente attua tutto quanto previsto, a livello locale, dalla legislazione ambientale, nazionale e regionale:
  • » Raccolta rifiuti. Rapporti con il Consorzio Covar14 per quanto riguarda il buon andamento di tutti i servizi di igiene urbana (raccolta rifiuti, spazzamento stradale, pulizia giardini, rimozione rifiuti abbandonati, svuotamento cestini) previsti nel capitolato d’appalto.

  • » Bonifica siti contaminati. Procedure riguardanti l’approvazione dei progetti presentati dai richiedenti per quanto riguarda le varie fasi (piano caratterizzazione, documento analisi di rischio, progetto operativo di bonifica). Ordinanze a carico di soggetti inadempienti e responsabili della contaminazione ambientale.

  • » Inquinamento delle acque. Ordinanze a carico di soggetti che conferiscono in recettore diverso dalla pubblica fognatura, i reflui fognari. Rilascio autorizzazione allo scarico delle acque bianche nel collettore fognario e autorizzazione alla manomissione del suolo pubblico per la realizzazione delle condotte.

  • » Inquinamento atmosferico. Ordinanze e applicazione dei protocolli e regolamentazione della viabilità (blocco del traffico). Ordinanze a condominii non in regola con gli impianti termici.

  • » Inquinamento acustico. Applicazione del piano di zonizzazione acustica e rilascio di autorizzazione in deroga per attività all’aperto, cantieri e manifestazioni rumorose. Procedimenti di messa a norma ai sensi di legge di fonti inquinanti, quali pubblici esercizi ecc.

  • » Amianto. Procedimenti per la verifica, il controllo e l’obbligo di manutenzione da parte di privati possessori di immobili con copertura in eternit. Rapporti con ARPA e ASL in attuazione delle linee guida regionali per la rimozione delle tettoie degradate.

  • » Valutazione Ambientale Strategica (VAS) ai sensi del D.Lgs 152/06 e della DGR 29/02/2016 n. 25-2977.

STATO DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA UMANA

» https://www.minambiente.it/pagina/stato-della-salute-e-della-sicurezza-umana


RELAZIONE SULLO STATO DELL'AMBIENTE DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO

» Relazione sullo stato dell'ambiente del Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio

SEGNALAZIONI

Prima di ogni altra cosa distinguiamo cosa è un inquinamento e cosa è un'emergenza ambientale. Il primo è cronico, la seconda nasce invece da un evento anomalo e accidentale che può mettere in pericolo l’ambiente.

» Come segnalare un inquinamento/emergenza ambientale

ATTIVITA' DEI COMUNI IN MATERIA DI RISCHIO DI INCIDENTI RILEVANTI CONNESSI CON SOSTANZE PERICOLOSE

» Scheda informativa ditta Brenntag [pdf | 329KB]